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Associazione Giovanni Nuvoli

Archivio di Maggio 19th, 2007

19 Maggio 2007

Giovanni Nuvoli

L’editoriale di Avvenire, dal titolo Mollate la presa partigiani della morte, chiede all’Associazione Coscioni di fare un passo indietro, insinuando che le gravi decisioni di Giovanni Nuvoli sarebbero in realtà strumentalizzazioni e prese di posizioni politiche che nulla hanno a che vedere con la sua situazione.
Ovviamente Francesco Ognibene, quando scrive che I medici che di Giovanni sono abituati a leggere ogni battito di ciglia conoscono bene quel paziente difficile ma tenace parla senza sapere, ad esempio, che il primario di quell’ospedale si è sempre rifiutato di utilizzare la tavoletta trasparente che ha permesso a Giovanni, quando era letterarmente recluso nel reparto rianimazione, di comunicare con la moglie Maddalena, costringendolo ogni volta ad aprire e chiudere gli occhi per esprimere assenso o diniego alle sue domande.
Non sa infatti Ognibene, che per un malato di Sla nelle condizioni del Nuvoli, aprire e chiudere le palpebre rappresenta una tortura.
E così, nella più completa ignoranza dei fatti, Ognibene prosegue, Proprio ora che dal sintetizzatore vocale col quale Giovanni ha riacquistato almeno un briciolo di libertà di comunicare arriva l’eco inquietante di una volontà fiaccata dalla malattia è indispensabile sapersi muovere senza l’aria di chi ha già scritto il finale della storia, non sa infatti che quel sintetizzatore gli è stato fornito proprio per diretto interessamento dell’Associazione di Luca Coscioni e che le prime parole da lui espresse con questo strumento sono state le richieste di sospensione delle terapie.
Chinarsi sul letto dove un male inesorabile inchioda quell’uomo da anni, ascoltarne ogni parola - e quanto gli costa farsi intendere lui solo lo sa -, sforzarsi di capire quel che non dice, è una necessità che si impone a chiunque voglia interessarsi al suo caso senza la fretta di tirare le somme. Capire per aiutare davvero, se è aiutare che si vuole. Dovrebbero averlo per regola tutti quelli che si affaccendano attorno a Giovanni Nuvoli
" scrive Ognibene, senza curarsi che in quel reparto, preti e vescovi si sono avvicendati solo quando, appresa la notizia della visita dell’euro-parlamentare Marco Cappato e di un medico anestesista, hanno temuto di essere scippati del predominio ecclesiastico sulla vita e sulla morte.
Come per Luca e Piergiorgio, ci apprestiamo ad ascoltare parole altezzose e accusatorie da parte di chi rappresenta, anche se solo editorialmente, la gerarchia vaticana, la stessa che al passaggio del feretro di Piergiorgio Welby chiuse le sue porte, sorda ai più elementari dettami della solidarietà e della pietà umana.
L’articolo termina parlando di speranza, la stessa che durante il referendum sulla legge 40 fu negata a migliaia di malati.
Ma questo, Ognibene lo sa bene.
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Nuovo assedio

Aborto, eutanasia e coppie gay i nuovi nemici alle porte della Chiesa, così, tra altri violenti sproloqui monsignor Giuseppe Betori, segretario generale CEI, arringa i fedeli di Gubbio nell’omelia domenicale del 16 maggio.
Auto-proclamandosi novello S. Ubaldo, Betori è arrivato a paragonare tutte le persone impegnate nelle battaglie per il riconoscimento dei diritti umani e della legalità nel nostro paese, alle truppe di Federico I di Svevia, detto il Barbarossa.
Alle parole intolleranti di Betori si è opposto il sindaco di Gubbio Orfeo Goracci che ha parlato di una campagna di preoccupante chiusura antistorica e di una allarmante visione integralista, ricordando che il Comune di Gubbio ispira la propria azione agli ideali di pace, di solidarietà e di cooperazione fra i popoli, anche nel segno della vicenda umana e civile del Vescovo Ubaldo, Patrono di Gubbio, Santo di riconciliazione. Ciò non mi sembra proprio nello spirito e nel messaggio che Monsignor Betori ha lanciato da Gubbio, dove sono prevalse chiusura, integralismo  e scarsa tolleranza.
A criticare la posizione del primo cittadino è intervenuto il capogruppo dell’Udc Enrico Sebastiani, con un intervento al consiglio regionale dell’umbria, diramato dall’Agenzia di informazione del Consiglio Regionale, nel quale afferma che le parole di Goracci sono di una gravità assoluta perché testimoniano la mancanza di rispetto e di tolleranza. E’ lui che mette in atto, con le sue parole, l’integralismo e l’intolleranza. Con quale spirito il sindaco di Rifondazione si permette di contestare l’omelia di un Vescovo che sta parlando in una chiesa ai suoi fedeli?.

E con quale diritto Betori, con le sue paroli sprezzanti e sorde alla carità, insulta fedeli, cittadini, malati gravissimi e omosessuali dal pulpito di una chiesa?

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