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	<title>Commenti a: Referendum indennità Consiglieri Regionali</title>
	<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html</link>
	<description>Associazione Giovanni Nuvoli</description>
	<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 19:10:14 +0000</pubDate>
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		<title>By: Carlo Ruggeri</title>
		<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-13</link>
		<author>Carlo Ruggeri</author>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 16:48:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-13</guid>
		<description>Prendermela? Tutt'altro, anzi vi rinnoviamo l'invito a tornare e vi ringraziamo per i commenti.

Di nuovo saluti.

</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prendermela? Tutt&#8217;altro, anzi vi rinnoviamo l&#8217;invito a tornare e vi ringraziamo per i commenti.</p>
<p>Di nuovo saluti.</p>
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	<item>
		<title>By: fustigator</title>
		<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-12</link>
		<author>fustigator</author>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 15:07:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-12</guid>
		<description> Carlo

diciamocelo! Laura non ha tutti i torti.Non prendertela, anzi Ti servi da sprono.Più brio e Laura tornerà!
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo</p>
<p>diciamocelo! Laura non ha tutti i torti.Non prendertela, anzi Ti servi da sprono.Più brio e Laura tornerà!</p>
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	</item>
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		<title>By: Carlo Ruggeri</title>
		<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-11</link>
		<author>Carlo Ruggeri</author>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 12:02:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-11</guid>
		<description>Quando riterremo che la quantità degli interventi sia più importante della qualità e della pluralità... 
;)

Torna a trovarci, Laura.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando riterremo che la quantità degli interventi sia più importante della qualità e della pluralità&#8230;  <img src='http://radicaliperugia.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Torna a trovarci, Laura.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: laura</title>
		<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-10</link>
		<author>laura</author>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 11:42:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-10</guid>
		<description> ..complimenti!
Per essere un blog che parla di politica vedo che è "molto" frequentato. Quando lo chiudete?
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>..complimenti!<br />
Per essere un blog che parla di politica vedo che è &#8220;molto&#8221; frequentato. Quando lo chiudete?</p>
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		<title>By: robin</title>
		<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-9</link>
		<author>robin</author>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 14:44:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-9</guid>
		<description> "...troppi "ci apprezzano", come dici di fare tu, ma, ahimé, troppi pochi ci votano:"

Il discorso deve partire all'interno del vs. partito dalle anime autenticamente liberali che ci sono. Provate a fare un sondaggio su quanti sono d'accordo con le dichiarazioni della Bonino circa il problema (sacrosanto) sollevato nell'intervista al Corriere della Sera e vi accorgerete che esiste in questo Paese un consenso trasversale ampio di una società attiva, positiva, lungimirante direi di mentalità libera e liberale, che non viene in alcun modo più rappresentata. Una parte consistente è nel "partito dei non-votanti".Ma nel Vs. partito  la parte liberale si scontra con elementi interni radicalmente di sinistra e ancora peggio da chierici travestiti da liberisti, che considero la peggior razza

</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;troppi &#8220;ci apprezzano&#8221;, come dici di fare tu, ma, ahimé, troppi pochi ci votano:&#8221;</p>
<p>Il discorso deve partire all&#8217;interno del vs. partito dalle anime autenticamente liberali che ci sono. Provate a fare un sondaggio su quanti sono d&#8217;accordo con le dichiarazioni della Bonino circa il problema (sacrosanto) sollevato nell&#8217;intervista al Corriere della Sera e vi accorgerete che esiste in questo Paese un consenso trasversale ampio di una società attiva, positiva, lungimirante direi di mentalità libera e liberale, che non viene in alcun modo più rappresentata. Una parte consistente è nel &#8220;partito dei non-votanti&#8221;.Ma nel Vs. partito  la parte liberale si scontra con elementi interni radicalmente di sinistra e ancora peggio da chierici travestiti da liberisti, che considero la peggior razza</p>
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	<item>
		<title>By: antonio db</title>
		<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-8</link>
		<author>antonio db</author>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 12:52:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-8</guid>
		<description>caro robin,
troppi "ci apprezzano", come dici di fare tu, ma, ahimé, troppi pochi ci votano:(
meno apprezzamenti e più voti sarebbero graditi:)
Detto questo, posso solo sperare che le tue apocalittiche previsioni sul mitico, forse fin troppo mitizzato, nord-est si falsifichino. Certo, se un personaggio politico lungimirante e competente come Emma, con sul groppone già una bella esperienza istituzionale oltre che politica, è stato relegato lì dove pochissimo può, ci sarà anche una ragione intrinseca a questa classe politica che, prendendo in prestito gli attributi assegnati da Beppe Severgnini, è tremendamente "gotica, autoreferenziale, confusa, parolaia, ripetitiva, onanista ed egoista"; non bastano forse questi aggettivi per rendere l'idea?
A proposito di giornalismo, la situazione è poco confortante nel senso che si bada prima a non scomodare il potere (a meno che non si sia alle dipendenze di un editore di parte, quindi a volta immerso nell'"altra gamba del regime", per dirla con Marco Pannella)e poi a scrivere qualcosa di più o meno interessante. Con, e va detto ad onor del vero, alcune significanti eccezioni, tra cui per fare dei nomi inserirei B. Severgnini stesso e il tenace G.A. Stella (leggerò il suo libro sui costi della non-politica), i quali, guarda caso, sono nella minoranza dei giornalisti che è a favore dell'abolizione dell'ordine (medievale e di casta).
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro robin,<br />
troppi &#8220;ci apprezzano&#8221;, come dici di fare tu, ma, ahimé, troppi pochi ci votano:(<br />
meno apprezzamenti e più voti sarebbero graditi:)<br />
Detto questo, posso solo sperare che le tue apocalittiche previsioni sul mitico, forse fin troppo mitizzato, nord-est si falsifichino. Certo, se un personaggio politico lungimirante e competente come Emma, con sul groppone già una bella esperienza istituzionale oltre che politica, è stato relegato lì dove pochissimo può, ci sarà anche una ragione intrinseca a questa classe politica che, prendendo in prestito gli attributi assegnati da Beppe Severgnini, è tremendamente &#8220;gotica, autoreferenziale, confusa, parolaia, ripetitiva, onanista ed egoista&#8221;; non bastano forse questi aggettivi per rendere l&#8217;idea?<br />
A proposito di giornalismo, la situazione è poco confortante nel senso che si bada prima a non scomodare il potere (a meno che non si sia alle dipendenze di un editore di parte, quindi a volta immerso nell&#8217;&#8221;altra gamba del regime&#8221;, per dirla con Marco Pannella)e poi a scrivere qualcosa di più o meno interessante. Con, e va detto ad onor del vero, alcune significanti eccezioni, tra cui per fare dei nomi inserirei B. Severgnini stesso e il tenace G.A. Stella (leggerò il suo libro sui costi della non-politica), i quali, guarda caso, sono nella minoranza dei giornalisti che è a favore dell&#8217;abolizione dell&#8217;ordine (medievale e di casta).</p>
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	<item>
		<title>By: robin</title>
		<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-7</link>
		<author>robin</author>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 06:39:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-7</guid>
		<description>Antonio

in questi giorni dove tutti parlano dei costi della politica, nessuno ha mia parlato del vero problema, che non sono diminuire del 10% lo stipendio o la pensione di chicchesia (sarebbe una goccia in mezzo al mare), ma di smontare questa follia di 7-8 livelli di potere (Stato-Regioni,Provincie; Comuni, Comunità, etc)creati da questi mediocri "politici". La gente si fa inculare con discorsi del Nord e Sud e altre menate che distragono il popolo bue dalla realtà.La cosa peggiore sono le assurdità scritte dalla stampa e dai ciambellani dei giornalisti, quindi tutto un sistema che non vuole lasciare i privilegi acquisiti. Io sono un piccolo impreditore che vive tra Lazio e Veneto, quando sento che il Nord-Est è tutto rose e fiori mi viene la pelle d'oca è un territorio allo sbando completo sia economico che soprattutto culturale, con grandi difficoltà che tra 3-4 anni porterà indietro questo territorio di 30 anni.Ho apprezzato la lucidità della Bonino ha detto cose vere, che  io che vado all'estero per fiere, sperimento continuamente. Tra le vs. file dovrebbe nascere un movimento liberale vero che in questa Nazione potrebbe rappresentare una fascia trasversale di cittadini che non si riconoscono più in questa politica e che non votano più e che secondo me rappresentano una forza elettorale del 20-25%. Il realismo della Bonino dovrebbe essere l'inizio per un movimento che si crei all' interno vs. stesso partito.Sarebbe anche l'inizio di una rinascita di un partito che non ho mai votato ma sempre apprezzato.Saluti
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio</p>
<p>in questi giorni dove tutti parlano dei costi della politica, nessuno ha mia parlato del vero problema, che non sono diminuire del 10% lo stipendio o la pensione di chicchesia (sarebbe una goccia in mezzo al mare), ma di smontare questa follia di 7-8 livelli di potere (Stato-Regioni,Provincie; Comuni, Comunità, etc)creati da questi mediocri &#8220;politici&#8221;. La gente si fa inculare con discorsi del Nord e Sud e altre menate che distragono il popolo bue dalla realtà.La cosa peggiore sono le assurdità scritte dalla stampa e dai ciambellani dei giornalisti, quindi tutto un sistema che non vuole lasciare i privilegi acquisiti. Io sono un piccolo impreditore che vive tra Lazio e Veneto, quando sento che il Nord-Est è tutto rose e fiori mi viene la pelle d&#8217;oca è un territorio allo sbando completo sia economico che soprattutto culturale, con grandi difficoltà che tra 3-4 anni porterà indietro questo territorio di 30 anni.Ho apprezzato la lucidità della Bonino ha detto cose vere, che  io che vado all&#8217;estero per fiere, sperimento continuamente. Tra le vs. file dovrebbe nascere un movimento liberale vero che in questa Nazione potrebbe rappresentare una fascia trasversale di cittadini che non si riconoscono più in questa politica e che non votano più e che secondo me rappresentano una forza elettorale del 20-25%. Il realismo della Bonino dovrebbe essere l&#8217;inizio per un movimento che si crei all&#8217; interno vs. stesso partito.Sarebbe anche l&#8217;inizio di una rinascita di un partito che non ho mai votato ma sempre apprezzato.Saluti</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: antonio db</title>
		<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-6</link>
		<author>antonio db</author>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 18:49:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-6</guid>
		<description>In realtà, caro robin, prima di ridimensionare le regioni, istituzioni volute già dal costituente nel '47 e esistenti in praticamente tutti gli stati occidentali, io ripenserei il ruolo e il significato delle province: sono ormai divenute macchine burocratiche che, loro malgrado, si ritrovano nella "terra di nessuno", nel guado di competenze tra comune e regione, i quali nell'ultimo quindicennio hanno invece rafforzato poteri ed autorevolezza - il primo per l'elezione diretta introdotta nel 1992/93, il secondo in seguito allo pseudo-federalismo, spesso sottovalutato, della riforma del titolo V voluta due legislature fa dal centro-sinistra.
Ma quando lo stesso ministro per il commercio internazionale, oltre che per il rapporti con la UE, Emma Bonino, non propriamente una fascista accentratrice, dichiara "non ho poteri di legge perché le Regioni, in base alle modifiche introdotte al titolo V della Costituzione, in materia hanno una competenza concorrente. E tra l'altro, hanno molti più soldi del mio ministero. Non mi resta che procedere cercando di convincere gli attori in campo", allora si pone un problema serio di coordinamento nei rapporti tra stato e regioni.
Ritornando alle province, la soluzione più ragionevole sarebbe quella illustrata in un acuto intervento su "notizie radicali" di qualche mese fa, cioè depoliticizzare e snellire, fermi restando i servizi che l'istituzione può offrire al territorio, piuttosto che una abrogazione tout court che costringerebbe un olbiese, un mantovano o un leucano a intraprendere autentici viaggi della speranza per raggiungere il lontano capoluogo di regione.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà, caro robin, prima di ridimensionare le regioni, istituzioni volute già dal costituente nel &#8216;47 e esistenti in praticamente tutti gli stati occidentali, io ripenserei il ruolo e il significato delle province: sono ormai divenute macchine burocratiche che, loro malgrado, si ritrovano nella &#8220;terra di nessuno&#8221;, nel guado di competenze tra comune e regione, i quali nell&#8217;ultimo quindicennio hanno invece rafforzato poteri ed autorevolezza - il primo per l&#8217;elezione diretta introdotta nel 1992/93, il secondo in seguito allo pseudo-federalismo, spesso sottovalutato, della riforma del titolo V voluta due legislature fa dal centro-sinistra.<br />
Ma quando lo stesso ministro per il commercio internazionale, oltre che per il rapporti con la UE, Emma Bonino, non propriamente una fascista accentratrice, dichiara &#8220;non ho poteri di legge perché le Regioni, in base alle modifiche introdotte al titolo V della Costituzione, in materia hanno una competenza concorrente. E tra l&#8217;altro, hanno molti più soldi del mio ministero. Non mi resta che procedere cercando di convincere gli attori in campo&#8221;, allora si pone un problema serio di coordinamento nei rapporti tra stato e regioni.<br />
Ritornando alle province, la soluzione più ragionevole sarebbe quella illustrata in un acuto intervento su &#8220;notizie radicali&#8221; di qualche mese fa, cioè depoliticizzare e snellire, fermi restando i servizi che l&#8217;istituzione può offrire al territorio, piuttosto che una abrogazione tout court che costringerebbe un olbiese, un mantovano o un leucano a intraprendere autentici viaggi della speranza per raggiungere il lontano capoluogo di regione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: antonio db</title>
		<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-5</link>
		<author>antonio db</author>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 18:43:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-5</guid>
		<description>In realtà, caro robin, prima di ridimensionare le regioni, istituzioni volute già dal costituente nel '47 e esistenti in praticamente tutti gli stati occidentali, io ripenserei il ruolo e il significato delle province: sono ormai divenute macchine burocratiche che, loro malgrado, si ritrovano nella "terra di nessuno", nel guado di competenze tra comune e regione, i quali nell'ultimo quindicennio hanno invece rafforzato poteri ed autorevolezza - il primo per l'elezione diretta introdotta nel 1992/93, il secondo in seguito allo pseudo-federalismo, spesso sottovalutato, della riforma del titolo V voluta due legislature or sono dal centro-sinistra.
Ma quando la stessa il ministro per il commercio internazionale, oltre che per il rapporti con la UE, Emma Bonino, non proprio una fascista accentratrice, dichiara "Non ho poteri di legge perché le Regioni, in base alle modifiche introdotte al titolo V della Costituzione, in materia hanno una competenza concorrente. E tra l'altro, hanno molti più soldi del mio ministero. Non mi resta che procedere cercando di convincere gli attori in campo", allora si pone un problema serio di coordinamento nei rapporti tra stato e regioni.
Ritornando alle province, la soluzione più ragionevole sarebbe quella illustrata in un acuto intervento su "notizie radicali" di qualche mese fa, cioè depoliticizzazione e snellimento, fermi restando i servizi che l'istituzione può offrire al territorio, piuttosto che una arogazione tout court.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà, caro robin, prima di ridimensionare le regioni, istituzioni volute già dal costituente nel &#8216;47 e esistenti in praticamente tutti gli stati occidentali, io ripenserei il ruolo e il significato delle province: sono ormai divenute macchine burocratiche che, loro malgrado, si ritrovano nella &#8220;terra di nessuno&#8221;, nel guado di competenze tra comune e regione, i quali nell&#8217;ultimo quindicennio hanno invece rafforzato poteri ed autorevolezza - il primo per l&#8217;elezione diretta introdotta nel 1992/93, il secondo in seguito allo pseudo-federalismo, spesso sottovalutato, della riforma del titolo V voluta due legislature or sono dal centro-sinistra.<br />
Ma quando la stessa il ministro per il commercio internazionale, oltre che per il rapporti con la UE, Emma Bonino, non proprio una fascista accentratrice, dichiara &#8220;Non ho poteri di legge perché le Regioni, in base alle modifiche introdotte al titolo V della Costituzione, in materia hanno una competenza concorrente. E tra l&#8217;altro, hanno molti più soldi del mio ministero. Non mi resta che procedere cercando di convincere gli attori in campo&#8221;, allora si pone un problema serio di coordinamento nei rapporti tra stato e regioni.<br />
Ritornando alle province, la soluzione più ragionevole sarebbe quella illustrata in un acuto intervento su &#8220;notizie radicali&#8221; di qualche mese fa, cioè depoliticizzazione e snellimento, fermi restando i servizi che l&#8217;istituzione può offrire al territorio, piuttosto che una arogazione tout court.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: robin</title>
		<link>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-4</link>
		<author>robin</author>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 06:01:12 +0000</pubDate>
		<guid>http://radicaliperugia.org/2007/06/referendum_indennita_consiglie.html#comment-4</guid>
		<description>La cosa inaudita sono le Regioni. Dovrebbero essere tutte trasformate in Contee con poteri solo amministrativi, invece abbiamo creato un mostro di 21 piccoli "stati" cosa ridicola agli occhi dell'Europa e del Mondo.Il vero declino di questo Paese inizia proprio negli anni '70. Ma nessuno osa dire oggi la verità sugli sprechi di questa follia e nessuno ha il coraggio di metterci mani.La gran parte della gente di questo Paese oltre che essere analfabeta ha atteggiamenti provinciali e orizzonti al massimo localistici.Siamo andati indietro rispetto ai nostri padri e ai ns. nonni
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa inaudita sono le Regioni. Dovrebbero essere tutte trasformate in Contee con poteri solo amministrativi, invece abbiamo creato un mostro di 21 piccoli &#8220;stati&#8221; cosa ridicola agli occhi dell&#8217;Europa e del Mondo.Il vero declino di questo Paese inizia proprio negli anni &#8216;70. Ma nessuno osa dire oggi la verità sugli sprechi di questa follia e nessuno ha il coraggio di metterci mani.La gran parte della gente di questo Paese oltre che essere analfabeta ha atteggiamenti provinciali e orizzonti al massimo localistici.Siamo andati indietro rispetto ai nostri padri e ai ns. nonni</p>
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