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	<title>Commenti a: Perugia: tavolo per la Lista Bonino Pannella</title>
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	<description>Associazione Giovanni Nuvoli</description>
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		<title>Di: Emanuele Salerno</title>
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		<dc:creator>Emanuele Salerno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 21:18:36 +0000</pubDate>
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		<description>Regionali. Farina Coscioni: anche in Umbria un voto per la legalità contro i compromessi e le compromissioni, contro i giochi delle parti e degli intrallazzi 

DICHIARAZIONE DI MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI, CANDIDATA ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE UMBRIA NELLA LISTA BONINO-PANNELLA 


31 gennaio 2010

A chi fa politica, a chi si candida a governare la “cosa pubblica”, credo sia giusto chiedere, pretendere, coerenza tra il dire e il fare: dire quello che si vuole fare, e farlo. E’ da sempre la caratteristica e la peculiarità radicale. Recentemente Giampaolo Pansa, parlando degli anni di

Tangentopoli, ha detto che i tangentocrati consideravano “inaffidabili” i radicali, non ci provavano neppure ad allungar loro bustarelle e tangenti.
Ha ragione: i radicali da questo punto di vista sono assolutamente inaffidabili, e continuano ad esserlo: sarebbero andati di corsa al più vicino commissariato, alla più vicina stazione dei carabinieri a denunciare la cosa. Il Partito Radicale è il partito più antico sulla scena politica
italiana. Nei suoi cinquant’anni e passa di vita non un solo dirigente, militante, iscritto è stato condannato, processato, indagato per reati contro la pubblica amministrazione. Questa è la “polizza d’assicurazione” che offriamo, che offro agli elettori.
 
La mia candidatura nella lista Bonino-Pannella alla presidenza della regione Umbria ha questo senso e significato, una candidatura &quot;laica&quot;: laicità della politica come cifra da recuperare a partire dal territorio, ed è una candidatura &quot;di frontiera&quot;: la frontiera della buona amministrazione, della trasparenza, della legalità, della legislazione &quot;di qualità&quot;; la frontiera
della apertura al mondo perché occorre fare un salto di qualità, oltrepassando i confini regionali; è una candidatura di pungolo e stimolo: perché tanto c’è da fare e da conquistare sulle materie di stretta competenza regionale, dalla Sanità alla medicina penitenziaria, dai progetti individuali di assistenza ai più deboli alla integrazione degli immigrati, dalle questioni legate alle tematiche ambientali: un tempo l’Umbria era il giardino verde d’Italia; anche in questa regione, assieme a inquietanti infiltrazioni mafiose e camorriste, si registrano allarmanti, gravi inquinamenti di materiali altamente tossici e pericolosi per la salute, in discariche illegali…
 
Nella terra di Aldo Capitini, che ha una lunga, consolidata tradizione di rispetto e di tolleranza, noi nonviolenti gandhiani chiediamo un voto di rottura: rottura dei compromessi e delle compromissioni, dei giochi delle parti e degli intrallazzi. Un voto di alternativa reale. In una parola, un voto radicale alla lista Bonino-Pannella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Regionali. Farina Coscioni: anche in Umbria un voto per la legalità contro i compromessi e le compromissioni, contro i giochi delle parti e degli intrallazzi </p>
<p>DICHIARAZIONE DI MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI, CANDIDATA ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE UMBRIA NELLA LISTA BONINO-PANNELLA </p>
<p>31 gennaio 2010</p>
<p>A chi fa politica, a chi si candida a governare la “cosa pubblica”, credo sia giusto chiedere, pretendere, coerenza tra il dire e il fare: dire quello che si vuole fare, e farlo. E’ da sempre la caratteristica e la peculiarità radicale. Recentemente Giampaolo Pansa, parlando degli anni di</p>
<p>Tangentopoli, ha detto che i tangentocrati consideravano “inaffidabili” i radicali, non ci provavano neppure ad allungar loro bustarelle e tangenti.<br />
Ha ragione: i radicali da questo punto di vista sono assolutamente inaffidabili, e continuano ad esserlo: sarebbero andati di corsa al più vicino commissariato, alla più vicina stazione dei carabinieri a denunciare la cosa. Il Partito Radicale è il partito più antico sulla scena politica<br />
italiana. Nei suoi cinquant’anni e passa di vita non un solo dirigente, militante, iscritto è stato condannato, processato, indagato per reati contro la pubblica amministrazione. Questa è la “polizza d’assicurazione” che offriamo, che offro agli elettori.</p>
<p>La mia candidatura nella lista Bonino-Pannella alla presidenza della regione Umbria ha questo senso e significato, una candidatura &#8220;laica&#8221;: laicità della politica come cifra da recuperare a partire dal territorio, ed è una candidatura &#8220;di frontiera&#8221;: la frontiera della buona amministrazione, della trasparenza, della legalità, della legislazione &#8220;di qualità&#8221;; la frontiera<br />
della apertura al mondo perché occorre fare un salto di qualità, oltrepassando i confini regionali; è una candidatura di pungolo e stimolo: perché tanto c’è da fare e da conquistare sulle materie di stretta competenza regionale, dalla Sanità alla medicina penitenziaria, dai progetti individuali di assistenza ai più deboli alla integrazione degli immigrati, dalle questioni legate alle tematiche ambientali: un tempo l’Umbria era il giardino verde d’Italia; anche in questa regione, assieme a inquietanti infiltrazioni mafiose e camorriste, si registrano allarmanti, gravi inquinamenti di materiali altamente tossici e pericolosi per la salute, in discariche illegali…</p>
<p>Nella terra di Aldo Capitini, che ha una lunga, consolidata tradizione di rispetto e di tolleranza, noi nonviolenti gandhiani chiediamo un voto di rottura: rottura dei compromessi e delle compromissioni, dei giochi delle parti e degli intrallazzi. Un voto di alternativa reale. In una parola, un voto radicale alla lista Bonino-Pannella.</p>
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